L’arte del costruire i muri a secco

 

Il recupero della pietra dalle campagne per restaurare i vecchi muri e creare nuove recinzioni e delimitazioni.

 

Una territorio come quello Salentino, completamente segnato da infiniti reticoli di muri in pietra a secco che disegnano tutta la campagna, delineando i confini tra gli oliveti, seguendo le strade, superando le “serre”, separando le zone a macchia mediterranea da quelle coltivate, racconta di un’agricoltura complessa, della fatica dell’uomo per rendere fertile la terra, di mani esperte che hanno raccolto, scelto e posizionato queste pietre nel modo giusto per reggere nel tempo.

In questo mondo rurale tutto è fatto di pietra: i muri, le masserie, le “pajare”, le “liame”, le piazze, le chiese, le torri, le aie circolari, le cisterne per l’acqua piovana, i frantoi e le macine, i forni, addirittura le “pile” per contenere l’olio d’oliva e le arnie per le api; appare perfetta la definizione che diede nel 1936 L. Corvaglia nel suo Finibusterrae: “Il Signore, per dare forma all’anima salentina, scelse la pietra”.

Nella sistemazione esterna della masseria Gianferrante durante i lavori di completamento dell’agrumeto, dell’impianto del nuovo frutteto, di realizzazione degli orti e dei giardini come pure per lo scavo degli impianti tecnici e della vasca di fitodepurazione sono emerse enormi quantità di pietre che hanno permesso il restauro dei vecchi muri a secco e la costruzione di nuovi, delineando le nuove funzioni della masseria trasformata oggi in agriturismo. Per delimitare i recinti degli animali, le diverse colture agricole, i giardini è stata recuperata l’antica arte del costruire i muri in pietra a secco, avendo cura di lasciare qualche tasca in terra al loro interno per gli immancabili capperi (Capparis spinosa).

Fermarsi a guardare un maestro di questa arte mentre lavora, fa erroneamente pensare che sia un lavoro umile e semplice, per la facilità con cui individua la pietra giusta tra le tante e per come la fa rigirare nelle sue mani fino a trovarne il giusto verso e farla combaciare perfettamente con le altre già sistemate.

Il muro a secco, dove ogni singola pietra ha un motivo per essere in quel preciso punto, rappresenta in qualche maniera il paradigma del paesaggio Salentino che per la sua asprezza e durezza, non consente che nulla sia affidato al caso ma necessita che tutto prenda forma da gesti ponderati e pieni di secolare saggezza.

Comments are closed.